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WERDER BREMA-INTER 2-1 COMMENTO
Mourinho è secondo. Non c'è davvero niente di speciale nella sconfitta per 2-1 dell'Inter a Brema contro il Werder, che si piazza così al terzo posto del girone B e guadagna l'accesso ai sedicesimi di Coppa Uefa. Già qualificati agli ottavi di Champions, invece, i nerazzurri finiscono sul secondo gradino dietro al Panathinaikos, vincitore per 1-0 sull'Anorthosis. Al Weserstadion, l'Inter gioca novanta minuti terribili, che valgono solo la seconda sconfitta consecutiva in Europa, dopo l'ultimo ko per 1-0 al Meazza con i greci, seguito al sofferto 3-3 in casa dei ciprioti. Il bilancio finale, se si parla di punti, è quindi scarno, con quella miseria di otto punti per la quale alla vigilia Mourinho non aveva nascosto la propria insoddisfazione. Una cicatrice profonda per il portoghese, che brucia di più della ferita in piena fronte rimediata sbattendo accidentalmente sullo sportello dell'auto. Un'inezia anche rispetto alla manata di Rosenberg ricevuta in piena faccia da Materazzi. Il difensore resiste per tutto il primo tempo, ma nella ripresa è costretto a uscire per una sospetta frattura allo zigomo destro. Con Materazzi in campo, forse, nel secondo tempo la retroguardia nerazzurra sarebbe rimasta più compatta. Evitando magari anche l'affrettato rinvio di Cordoba e l'ingenuo errore di Maicon, al 17' della ripresa: sul filo del fallo laterale, il brasiliano cerca di mantenere il pallone in campo di testa e invece regala il pallone all'ottimo Ozil, immediata la conclusione del trequartista tedesco, Julio Cesar respinge e Pizarro insacca senza particolari difficoltà. È il gol che spezza gli equilibri, dopo una prima frazione senza troppe emozioni. Già dopo l'intervallo, comunque, Mourinho aveva rivisto le scelte iniziali, che vedevano in panchina Ibrahimovic (a riposo dopo 21 gare giocate di fila) e Adriano al centro dell'attacco tra Quaresma e Mancini. Niente riposo, invece, per capitan Zanetti, che con la gara tedesca raggiunge Bergomi a quota 117 presenze nelle coppe europee con la maglia dell'Inter. Con Cambiasso e Muntari a centrocampo, quindi, è un 4-3-3 che comunque nel primo tempo non trova grandi spunti offensivi. Poco prima del riposo, poi, Julio Cesar è chiamato a due interventi decisivi su un colpo di testa di Pizarro e un tiro-cross di Frings. Meglio sperare in qualche magia di Ibra nei secondi 45', ma sono i tedeschi a rendersi più volte pericolosi con Rosenberg, Pizarro e, soprattutto, lo straripante Ozil. Arriva quindi solo un tentativo di Burdisso deviata sulla linea di porta da Fritz al 4', poi, dopo il vantaggio è solo Werder. Tra i pali, Julio Cesar non è impeccabile, anche se riesce sempre a respingere le ripetute conclusioni dei tedeschi. Al 25', allora, Mourinho fa pace con Balotelli e lo spedisce in campo al posto di un irriconoscibile Muntari. L'attaccante però trova solo un cartellino giallo inutile e un colpo di testa alto a un metro dalla porta al 34'. È l'occasione più ghiotta per i nerazzurri, quasi meglio del rasoterra fuori di Ibrahimovic di 7' prima. Julio Cesar, intanto, viene letteralmente preso a pallonate e al 36' Ozil brucia tutti sullo scatto e dalla sinistra mette al centro per Rosenberg che deve solo infila l'angolo basso alla destra del portiere. È il colpo del ko, ma a 2' dal termine Ibrahimovic riesce comunque ad accorciare le distanze con un tiro preciso dal limite dell'area che entra alla sinistra di Wiese. Ormai però non c'è più tempo. Ancora una volta lo svedese dimostra di essere la scintilla che accende il motore nerazzurro, al di là degli accorgimenti tattici. E per Mourinho, invece, almeno una lezione importante. Ora sa cosa vuol dire arrivare dietro.
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ROMA-BORDEAUX 2-0 COMMENTO
Per la prima volta da quando gioca la Champions League la Roma si qualifica agli ottavi di finale da capolista del proprio girone. Il Chelsea vice campione d'Europa resta dietro i giallorossi, che non mancano l'appuntamento più importante di questo inizio di stagione e battono il Bordeaux. Ci hanno pensato un'altra volta Brighi (sorprendente capocannoniere romanista di Champions insieme a Vucinic con tre gol) e Totti a sistemare le cose, come a Cluj. Due settimane dopo ancora un battesimo per il centrocampista riminese (che in Romania segnò la sua prima doppietta in assoluto), quello del gol davanti al suo pubblico. Il momento clou è arrivato al quarto d'ora della ripresa, un raggio di luce nel buio. Perchè fino ad allora la squadra di Spalletti aveva sofferto i francesi, lenti nella manovra ma comunque capaci di farla penare, anche dopo il gol di Totti (il suo secondo consecutivo in Champions) che in sostanza ha chiuso la partita. È la sesta vittoria consecutiva dei giallorossi (la terza consecutiva in questa Champions League) che per il terzo anno di fila volano tra le prime sedici d'Europa ma stavolta lo fanno con i gradi di capolista. - Segui la Champions League in streaming gratuito, con commento in italiano - Incredibile se si pensa a come Totti e compagni avevano cominciato questa competizione a settembre, perdendo in casa contro la cenerentola Cluj. Passata la crisi, la squadra di Spalletti è tornata alla grande scoprendosi più cinica che bella, come è successo anche contro il Bordeaux. All'Olimpico non si è certo vista la Roma più bella dell'ultimo mese, ma le sono bastati pochi tiri in porta per fare valere la sua supremazia. A nulla è servito il piano catenacciaro di Blanc, che comunque aveva imbrigliato i giallorossi per tutto il primo tempo. Spalletti lo comincia confermando Menez e ripresentando quasi tutta la squadra vittoriosa contro il Chievo. L'unica variazione è in difesa, dove torna Panucci. Blanc non tradisce le attese e presenta un Bordeaux senza Cavenaghi ma con il solo Chamakh in attacco supportato dal trio Gouffran-Gourcuff-Wendel. I francesi abbassano il ritmo fin dall'inizio, tentando al massimo qualche tiro da fuori, e la Roma ci casca. Dopo i primi venti minuti caratterizzati dale fughe di Menez e da tre conclusioni di Baptista, i giallorossi si spengono, le giocate in velocità scompaiono e per il Bordeaux è fin troppo facile fare vivere minuti tranquilli al rientrante Ramè. Le difficoltà continuano anche ad inizio ripresa, quando il Bordeaux alza il ritmo. Al 7' Chamakh manda a lato e poco più tardi serve un grande intervento di Mexes per fermare un pericoloso Gourcuff. Al 13', poi, Blanc molla gli ormeggi e si gioca la carta Cavenaghi. Ma proprio nel momento di maggiore sofferenza la Roma mette a segno la stoccata vincente: al 16' Perrotta infila Jurietti sulla sinistra e centra per l'indisturbato Brighi che stoppa e batte Ramè. Doni blocca una botta di Gourcuff al 32' ma due minuti dopo Totti, perfettamente imbeccato da Menez, chiude i giochi di destro. Continua la cavalcata di questa Roma spietata che adesso punta il quarto posto in campionato. - La Champions League la puoi seguire anche scaricando gratuitamente Webmediaplayer
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